Vino adulterato con lo zucchero in Sicilia: maxi sequestro a Partinico (video)

Nei guai le aziende riconducibili, secondo le forze dell’ordine, al pluripregiudicato Ottavio Lo Cricchio

Fittizie introduzioni di mosti, uve e vini, utilizzo false denominazioni di origine e indicazioni geografiche siciliane e utilizzo fraudolento di zucchero miscelato con l’acqua. Nuovi guai in Sicilia per 5 operatori del settore vitivinicolo, tra cui spicca Ottavio Lo Cricchio, 56enne pluripregiudicato a cui sono riconducibili le cantine San Domenico Vini Srl, Soc. Coop. Cantina Sociale Terre Del Sud, Cantina Primeluci Srls e Lariana Wine Trading Srl.

Su delega della locale Procura della Repubblica di Palermo, i Finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno sequestrato un laboratorio clandestino e uno degli stabilimenti enologico, entrambi con sede a Partinico.

In occasione del blitz, i militari hanno reperito 250 quintali di zucchero solido, di 300 ettolitri di zucchero già disciolto in acqua e di oltre 37 mila ettolitri di vini e mosti recanti indicazioni geografiche o denominazioni di origine contraffatti nonché sofisticati con zucchero e acqua.

Un’operazione congiunta delle Fiamme Gialle palermitane con i funzionari dell’Ispettorato Repressione Frodi (ICQRF) del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, su disposizioni del Procuratore Aggiunto Sergio Demontis e dal Sostituto Procuratore Vincenzo Amico, titolari dell’indagine.

I reati ascritti sono numerosi: contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari, frode nell’esercizio del commercio e vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine.

Grazie alle videoriprese presso il laboratorio clandestino è stato possibile accertare che, tra il 2018 e il 2020, sono stati venduti dalle 4 imprese vitivinicole coinvolte oltre 90 mila ettolitri di prodotto vinoso a cantine vitivinicole e acetifici dislocati su tutto il territorio nazionale, risultati estranei alla frode agro-alimentare.

IL MODUS OPERANDI

Le partite di zucchero di barbabietola e zucchero di canna, acquistate in nero da aziende con sede in Campania, giungevano presso un vero e proprio laboratorio clandestino, gestito da un partinicese (G.G. classe ’54) con numerosi precedenti di polizia: estorsione, truffa, violenza privata, reati contro l’economia, ricettazione, falso ed altri reati.

Qui veniva effettuata la miscelazione con acqua, ottenendo così un composto liquido strumentale alla preparazione di falsi vini e mosti. Dopo la miscelazione, il prodotto liquido ottenuto era destinato a uno stabilimento enologico di Partinico, dove hanno sede le imprese vinicole coinvolte nell’attività illecita, che poi vendeva i vini e mosti contraffatti e sofisticati ai vari clienti.

Lo Cricchio è una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine. I precedenti variano dai reati fiscali, con particolare riguardo all’emissione e all’utilizzo di false fatturazioni, alla truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, passando per l’associazione per delinquere, anche di tipo mafioso e la violazione degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale.

ALTRI CONTROLLI IN CORSO
Potrebbe non essere tutto. Ulteriori perquisizioni e sequestri sono infatti in corso su tutto il territorio nazionale, sempre in collaborazione dei Reparti della Guardia di Finanza e i funzionari dell’Icqrf, al fine di bloccare le partite di prodotto contraffatto e adulterato distribuite dai 5 responsabili dell’attività illecita.

Le investigazioni svolte dai Finanzieri della Compagnia di Partinico, scaturite da una segnalazione dell’Icqrf e da una conseguente attività di verifica fiscale, avrebbero permesso di accertare la condotta fraudolenta delle aziende con sede a Partinico, riconducibili a Lo Cricchio.

La vasta operazione antifrode odierna testimonia il costante impegno della Guardia di Finanza nell’attività di contrasto agli illeciti economico finanziari che costituiscono un danno per l’Erario e per le imprese che operano nel rispetto delle leggi.

Un’attività che assicura nel contempo la Tutela del made in Italy e del consumatore, grazie anche alla preziosa collaborazione assicurata dai funzionari dell’Unità Investigativa Centrale dell’Icqrf, nell’ambito del protocollo d’intesa stipulato il 22 luglio 2020 tra il Comando Generale della Guardia di Finanza e il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

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