VinNatur, il Re è nudo: vignaioli naturali avvisati dell’arrivo degli ispettori Valoritalia

quello che nessun altro vi racconterà: il vero volto dei puristi del “naturale certificato”


EDITORIALE –
A cosa servono i controlli, se il controllato viene avvisato del controllo? Giochi di parole a parte, viene da chiederselo dopo aver letto la comunicazione inviata in questi giorni dal direttivo VinNatur, a tutti i soci dell’associazione di vignaioli che si riconoscono in metodi di “produzione naturale” del vino, sulla base di un preciso Disciplinare (primo ed unico esempio al mondo per il segmento vinnaturista).

“Come preannunciato durante l’assemblea generale – si legge nella email firmata da Emma Bentley, compagna di  Alessandro Maule, tesoriere VinNatur ed erede del fondatore Angiolino Maule (nella foto sopra) – sta procedendo in modo molto costruttivo la collaborazione con l’organismo di controllo scelto, ossia Valoritalia”.

“L’obiettivo – continua Bentley – è l’attuazione del piano di controlli previsto dal ‘Disciplinare di produzione Vino VinNatur’. A tale scopo verranno sorteggiate oltre 50 aziende tra di voi che riceveranno la visita ispettiva per tutti i controlli aziendali riguardanti il processo di coltivazione e trasformazione dell’uva”.

“In questo periodo stiamo procedendo alla formazione degli ispettori che verranno poi in visita alle cantine, per fare in modo che conoscano in pieno la nostra realtà e possano lavorare con serenità, senza interferire lungamente con il vostro lavoro quotidiano”, aggiunge l’esponente VinNatur.

“Con loro – continua – stiamo anche perfezionando ulteriormente il piano dei controlli, per non tralasciare nessuna casistica. Indicativamente il calendario delle visite sarà messo in atto nei mesi di agosto, ottobre e novembre, ma ogni azienda sorteggiata verrà tempestivamente messa al corrente“. Una pratica che avviene anche nel mondo del biologico certificato.

COME FUNZIONA

Riepiloghiamo. VinNatur si è dotata di un Disciplinare di produzione divenuto una bandiera di rigore e di professionalità nello (s)regolamentato mondo del vino naturale. Per garantire il rispetto del Disciplinare si è affidata a un ente certificatore ufficiale e super partes come Valoritalia, riconosciuto dal Mipaaft (Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo).

Tutto bellissimo. Se non fosse che, dopo aver formato gli stessi ispettori, VinNatur si “preoccuperà” di avvisare con largo anticipo le aziende che subiranno i controlli, scelte tramite sorteggio. A che serve, dunque, il sorteggio?

A che serve il Disciplinare VinNatur – pur ammettendo che questa sia una fase primordiale del processo di certificazione – se le aziende iscritte all’Associazione vengono avvisate con largo anticipo dei controlli in vigna e in cantina?

E ancora: a che serve, oggettivamente, far pagare ai soci VinNatur una quota d’iscrizione all’Associazione utile a stilare un Disciplinare di produzione che preveda controlli autofinanziati da parte di enti di certificazione ufficiali, se le aziende “sorteggiate” vengono avvisate con largo anticipo dei controlli?

Ci verrà raccontato che “è già tanto” aver messo in piedi un sistema di controllo del vino naturale, deturpato da produttori hobbisti e appassionati ultrà? Rispondiamo subito: non basta, per chi predica il rigore e del rigore ne fa una bandiera, nascondersi dietro al filo d’erba della “certificazione volontaria”, “etica”, “sociale”.

E VALORITALIA?
Anzi la mail, in questo senso, costituirebbe un’aggravante, a meno che il problema reale non sia il mantenimento del numero degli iscritti (paganti) dell’Associazione VinNatur. Non resta dunque che chiedere al ministro Gian Marco Centinaio (titolare del relativo dicastero) cosa pensi di questo modus operandi.

È stato proprio lui nei mesi scorsi, rispondendo alle domande poste in esclusiva da WineMag.it sulla necessità di regolamentazione del settore, ad aprire le porte del Ministero ai produttori di vino naturale. Un argomento fermo ai nastri di partenza, per via delle differenti vedute all’interno dello stesso mondo associativo vinnaturista.

E per la cronaca, in mancanza dell’accertamento di pratiche scorrette di cui non abbiamo notizia ufficiale, non risulta che i produttori “convenzionali” (antitetici ai vignaioli VinNatur) ricevano con lo stesso ampio preavviso da parte degli organismi di controllo, o di chi per loro stili il calendario delle ispezioni. Serviva dirlo? Crediamo di no. E allora, naturalmente, cin, cin.

VinNatur, che scandalo: aziende avvisate dell’arrivo degli ispettori Valoritalia

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