Uve pagate bene ai soci e vigne vecchie: Cantina Valtidone star di Vivite

MILANO –  Uve strapagate ai soci con vigneti di oltre 50 anni. Cantina Valtidone guadagna così il primato tra gli assaggi di Vinialsuper a Vivite – Festival del vino cooperativo andato in scena nel weekend al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. In degustazione 350 vini da 70 cooperative italiane.

La linea “50 Vendemmie“, composta da 5 etichette, è la punta di diamante della coop di Borgonovo Val Tidone, in provincia di Piacenza. Ottantamila bottiglie su 6,5 milioni totali che Cantina Valtidone produce ogni anno con i suoi 220 soci, per 1.100 ettari di vigneto.

Una quindicina i viticoltori interessati dal progetto che vede protagoniste le vigne vecchie, in grado di dare vini esclusivi e dall’eccezionale rapporto qualità prezzo: Gutturnio frizzante, Gutturnio fermo, Ortrugo frizzante, Malvasia frizzante Malvasia fermo.

“I soci con vigneti di età pari o superiore ai 50 anni – spiega Antonio Montano, brand ambassador di Cantina Valtidone – vengono liquidati mediamente sui 75 euro al quintale. Una cifra alta rispetto alla media, con la quale il CdA intende riconoscere lo sforzo verso un’agricoltura di precisione e la salvaguardia dei vigneti storici”.

In generale, la cooperativa piacentina si distingue positivamente con una media di 70 euro (erano 39,90 nel 2013). Circa 20 euro in più di quello che è considerato il “punto di pareggio” del socio cooperativo, che si aggira attorno ai 50 euro al quintale. Le punte massime si raggiungono per il Pinot Nero, con picchi sino a 85 euro.

GLI ALTRI ASSAGGI COOPERATIVI TOP
Trento Doc Brut Riserva 2011 “Rotari 40 Anni”, Rotari
. Edizione speciale per la casa trentina, che celebra così i 40 anni del brand. Un Metodo classico base Chardonnay con liqueur d’expédition realizzata sulla base dell’antica ricetta della cantina di Mezzocorona. Bel naso di mandorla e crosta di pane, ben amalgamati con un bouquet esotico maturo e ben calibrato, che domina anche il palato.

Sudtirol Alto Adige Doc Muller Thurgau 2017 “Graun”, Kurtatsch. “Zona per zona. Vino per vino”. Il gran lavoro sulla zonazione dei vigneti avviato dalla cooperativa di Cortaccia (BZ) mostra tutto il suo senso con “Graun”, ottenuto dal vigneto Corona, a 900 metri d’altezza. Una delle migliori etichette qualità prezzo in circolazione, tra i Muller Thurgau altoatesini: elegante, fruttato e spiccatamente minerale. Non gli manca davvero niente.

Romagna Docg Albana Secco 2017 “Romio”, Caviro. Da uno dei tre cloni identificati tra i vigneti dei soci nasce questa Albana intrigante, ad opera del colosso cooperativo noto per il Tavernello: Caviro. Un rosso travestito da bianco per corpo e carattere. Acidità marcata, sapidità e tannino evidente al palato, giocato su note di succosa pesca gialla. Altro vino dotato di gran gastronomicità.

Abruzzo Dop Superiore Pesserina e Pecorino “Ferzo”, Codice Citra. Già apprezzati in Gdo per l’ottima e coraggiosa Cococciola, Codice Citra si presenta a Vivite con due bianchi Dop che spiccano in quanto a personalità e tipicità. Fresca e beverina la Passerina, ma non banale. Più serio e incravattato il Pecorino, bianco dotato di buona struttura.

Grechetto di Todi 2017, Tudernum. Bella realtà cooperativa umbra Tudernum, cofondatrice del neonato Consorzio cooperativo Umber. A Vivite spicca per il suo Grechetto di Todi in purezza, frutto di un’accurata selezione in vigna. Un bianco di carattere, in grado di conservare tuttavia un’agile bevibilità. Ottimo anche il rapporto qualità prezzo, inferiore ai 5 euro.

Dogliani Docg 2017, Cantina Clavesana. Annata strepitosa per il Dolcetto di Clavesana. Frutto splendido, croccante e invitante. Chiusura netta sulla liquirizia.

Un vino reperibile nella sua versione Gdo anche in Esselunga (peccato però sia posizionato nella parte bassa dello scaffale, davvero penalizzante e poco valorizzante) oltre che in Coop e Carrefour.

Ottimo anche “Lan”, Langhe Doc Nebbiolo 2015 di Clavesana: altro vino che, pur conservando centralità sulla beva, si rivela profondo e balsamico, chiudendo ancora su note di radice.

Sicilia Doc 2014 “Diodoros”, Cva Canicattì. Uno dei vini di punta della cooperativa siciliana, che opera con 1 milione di bottiglie nel canale Horeca, eccezion fatta per un 3% della produzione in Coop e Conad (contratti regionali).

Diodoros è un base Nero D’Avola completato da un 10% di Nerello Cappuccio e Nerello Mascalese, allevati in un cru posto sotto il Tempio di Giunone, nella Parco della Valle dei Templi. Un rosso che coniuga eleganza e potenza di frutta e di spezia e mostra ulteriori margini di miglioramento in bottiglia.

Valpolicella Superiore Doc 2016 / Ripasso 2015, Valpantena. Vini che raccontano una Valpolicella facile da bere, quelli di Cantina Valpantena, ma tutt’altro che banali. Interpreti di una zona che, negli ultimi anni, sta emergendo con rossi di personalità, slegandosi dal ruolo di areale di “Serie B” della Denominazione. Centralità assoluta del frutto per i due vini che segnaliamo, unito a buon corpo, freschezza e a un allungo vegetale garbato.

Romagna Doc Sangiovese Superiore 2016 “Romio”, Caviro. Altra gran bell’etichetta del colosso di Forlì, che gioca con 8 grammi di residuo zuccherino per equilibrare un tannino vivo. Il risultato è un rosso di gran piacevolezza e di sicura longevità. Un progetto nato nel 1999 tra alcuni soci selezionatissimi.

Refosco dal Peduncolo Rosso 2017, Cantina Rauscedo. Un rosso vinificato in solo acciaio che sfodera tutte le caratteristiche tipiche del vitigno: corredo di frutta rossa e vago accenno di spezia verde, bocca corrispondente ed equilibrata, giocata su tannini dolci.

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