Tutte le nobili di Montepulciano. “Quote rosa? Già realtà”

E’ di questi giorni la notizia della proposta di emendamento volta a portare al 50 per cento la percentuale di “quote rosa” nei consigli dei consorzi vitivinicoli. Un provvedimento che lascerebbe tutto invariato a Montepulciano, in Toscana. Il Consorzio del Vino Nobile, infatti, registra una percentuale di donne pari al 65% degli impiegati. Una quota che supera
già quella prevista dallo stesso Statuto interno. “Riguardo alla proposta di emendamento della onorevole Mongiello – spiega Paolo Solini, Coordinatore del Consorzio del Vino Nobile – resta un po’ di perplessità da parte nostra, intanto per non aver coinvolto i diretti interessati, ovvero i consorzi, nel formulare questo testo. Ma soprattutto riteniamo che non è imponendo percentuali di genere nei CdA che si afferma la presenza delle donne nel mondo del vino, settore dove per altro la donna è fortemente attiva da tempo”. Una posizione che trova allineata Miriam Caporali, produttrice da due mandati nel consiglio del Consorzio e presidente della Commissione Promozione stessa: “Il Consorzio del Vino Nobile – evidenzia – non ha avuto bisogno di una legge per incrementare il peso delle donne nel proprio CdA. Il numero è sicuramente destinato a salire in maniera naturale, vista la sempre maggiore presenza di imprese rosa nella nostra denominazione”.

I NUMERI
A Montepulciano il Vino Nobile non è solo “giovane”, con oltre il 50% delle aziende condotto da under 40, ma è anche “firmato” da donne. Sono sempre di più, infatti, le figure professionali in quota rosa impiegate nel mondo del vino. A partire dalla titolarità delle aziende: sono 16 su 75 associate al Consorzio quelle condotte da donne. 11 quelle cointestate. Un totale, quindi, di 27 imprese vitivinicole, pari al 36% del totale, che hanno alla direzione una donna. La quota più importante della figura femminile si trova nelle aree commerciale e marketing: in questo caso sono 25 le aziende che hanno delegato a una donna questi ruoli, vale a dire il 33% delle aziende vitivinicole di Montepulciano. Più bassa, ma in crescita, la quota rosa degli enologi. Sono sette le cantine che hanno un enologo donna (il 9% del totale). Considerando anche gli impiegati in generale, tra ufficio e lavoro di cantina e in vigna, oltre il 40% è declinato al femminile.

Il Consorzio del Vino Nobile, inoltre, è composto per il 65% da impiegati donna, mentre il Consiglio di amministrazione consortile è composto da 3 donne su 12 rappresentanti, di cui una è presidente della commissione Promozione. Tra le fondatrici dell’Associazione Donne del Vino, nel 1988, c’è anche una produttrice di Vino Nobile di Montepulciano. Numeri importanti questi, soprattutto se messi a confronto con il passato. Rispetto a dieci anni fa la presenza della donna alla guida di una azienda di Vino Nobile è cresciuta del 15%, di oltre il 50% se si fa riferimento al 1980, anno nel quale è uscita la prima fascetta Docg, conservata proprio a Montepulciano. Anche per quanto riguarda le cariche istituzionali, all’interno del Consorzio il dato è significativo. Per vedere la prima produttrice in un Consiglio di amministrazione si deve aspettare il 1971, mentre per alcuni anni è stata una donna a coordinare le attività consortili. Gli impiegati del vino a Montepulciano. Quanto alla forza lavoro, oltre agli stagionali (circa mille persone in vigna), sono circa 1200 gli addetti del settore (di cui il 60% tra i 20 e 40 anni), senza calcolare l’indotto che è calcolato intorno al 70% dell’economia locale: dalle tipografie, agli studi di architettura, passando per il turismo legato al vino e tanto altro.

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