Premio Gavi La buona Italia 2018 ad Arnaldo Caprai. Menzioni per Banfi e Franciacorta

Sono in corso alla Tenuta La Centuriona di Gavi le celebrazioni del Premio Gavi La Buona Italia. La giuria di 30 esperti ha premiato quest’anno l’azienda umbra Arnaldo Caprai.

Due le menzioni: Consorzio per la Tutela del Franciacorta e Castello Banfi di Montalcino. A fare gli onori di casa, il neo presidente del Consorzio di Tutela del Gavi, Roberto Ghio.

Ormai da quattro anni, è proprio l’ente piemontese a rendersi protagonista di una vera e propria provocazione al mondo del vino italiano: l’analisi del rapporto concreto tra Vino e Responsabilità Sociale.

Il Premio Gavi La buona Italia è infatti destinato alle realtà italiane che lo vivono in modo virtuoso. Venti i progetti finalisti selezionati per l’edizione 2018. Hanno raggiunto le “finalissime” 16 Aziende e 4 Consorzi.

IL PREMIO
Tra tutti l’ha spuntata “The New Green Revolution” di Arnaldo Caprai. La cantina di Montefalco, interprete attivo della promozione internazionale del rosso Sagrantino, ha ideato “il primo protocollo italiano di sostenibilità, applicato alla produzione vitivinicola e certificato a livello territoriale”.

“Un premio che sono molto contento di ricevere – dichiara Marco Caprai – Abbiamo pensato questo percorso ‘green’ in cui ci riconosciamo molto, a livello personale. I Consorzi sono organismi delicati, spesso aggrediti e attaccati. Se non c’è un codice di buone pratiche, le Denominazioni perdono valore e capacità di raccontarsi”.

“Dieci anni fa – ha aggiunto Marco Caprai – abbiamo iniziato a rimettere insieme i pezzetti persi per strada, mettendo la sostenibilità al centro di un discorso di territorio, non di singola azienda. I nostri progetti hanno interessato quindi il Museo di San Francesco, in cui è raffigurato un paesaggio agricolo che si è mantenuto tutto sommato inalterato”.

“L’agricoltura – ha ricordato Caprai – è al centro della sostenibilità e attraverso la produzione viticola ha la fortuna di essere in evidenza, rispetto ad altre. Il vino, in questo senso, ha costituito un motivo di rilancio del territorio, anche dal punto di vista dell’enoturismo. Lo slogan è campagna fertile, città ricca”.

Ha convinto la giuria anche il Consorzio Franciacorta, per “l’adesione  ai  progetti  di  sostenibilità  SATA, I.T.A.C.A per il calcolo delle emissioni di carbonio” e la “creazione di un regolamento per l’uso sostenibile degli agro-farmaci”.

Menzione speciale anche per la cantina Toscana Castello Banfi, che è riuscita a “ottenere la certificazione di responsabilità etica, sociale ed ambientale. A basso impatto ambientale. Impianto di cipressi contro le emissioni di CO2”.

I lavori proseguiranno nel pomeriggio con il Laboratorio Gavi, convocato per tracciare le linee guida di una “Carta del Vino Responsabile 2018” assieme a 50 specialisti invitati dal Consorzio, tra rappresentanti degli istituzioni, degli organi di informazione (ci siamo anche noi di vinialsuper), esperti e operatori del settore.

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