L’Oltrepò pavese verso il federalismo enologico. Ennesima farsa o soluzione?

MILANO – “Sono arrivati risultati positivi dall’incontro tecnico dedicato alla tutela del vino dell’Oltrepò Pavese, convocato dall’assessore della Regione Lombardia all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi, Fabio Rolfi (nella foto)”.

Inizia così la nota stampa del Pirellone relativa al tentativo di deporre le armi in Oltrepò pavese. Il Consorzio di Tutela, i cui vertici sono stati appena rinnovati, conta – in sostanza – meno di una singola cantina. Anche per questo vige ottimismo (politico) al Pirellone. Peggio di così non può andare. Per il vino e per il territorio, s’intende. E allora largo alla soluzione (presunta): il federalismo enologico.

“Le parti coinvolte – continua la nota di Regione Lombardia – hanno trovato una sostanziale unità sulla costituzione dei tavoli di denominazione che riguardano lo spumante metodo classico Docg (denominazione di origine controllata e garantita), il Riesling, la Bonarda, il Buttafuoco, il Pinot nero e il Sangue di Giuda. Questi, avranno il compito di gestire in maniera autonoma i disciplinari e la produzione dei prodotti, nonché il codice etico di autogoverno per consorzi e consorziati”.

“IMPOSTAZIONE COLLEGIALE”
La chiamano così, adesso. “Impostazione collegiale”. Perché fa brutto dire la verità, o scriverla. E allora si trovano formule per rendere la realtà un’illusione. L’Oltrepò finge unità e ordine nella divisione e nel caos più assoluto. Roba che manco Robespierre, nel suo essere un po’ filosofo e un po’ dittatore.

All’incontro, tenutosi a Palazzo Lombardia, hanno partecipato il presidente della VIII Commissione Consigliare Agricoltura, Ruggero Armando Invernizzi e i rappresentanti del Consorzio di tutela vini Oltrepò, di Terre d’Oltrepò, di Torrevilla, del Distretto vino qualità Oltrepò, di Coldiretti Pavia, di Confagricoltura Pavia, della Confederazione italiana agricoltori (Cia) Pavia, della Confederazione produttori agricoli (Copagri) Lombardia, di Buttafuoco storico e della Camera di Commercio di Pavia.

“Tutti i presenti hanno condiviso la proposta – evidenzia il comunicato di Regione Lombardia – sottolineando la positività di un’impostazione collegiale e sussidiaria del consorzio, che possa essere in grado di dare maggiore efficacia all’attività dello stesso”.

LE PROSSIME TAPPE
“Entro 30 giorni – fa sapere il Pirellone – il Consorzio approverà la proposta con eventuali modifiche sul numero dei tavoli, che saranno poi immediatamente convocati per confermare le variazioni sui disciplinari”.

“Si è stabilita – continua il comunicato – anche l’adozione di un codice etico di autogoverno. E’ stata, inoltre, decisa la composizione in seno all’Ersaf (Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste) di un pool tecnico di esperti che avrà il compito di affiancare il territorio e la filiera vitivinicola, nella redazione di un piano di valorizzazione dei vini e del territorio”.

“Infine – prosegue il Pirellone – nell’ambito di un accordo tra Regione Lombardia, assessorato all’Agricoltura e Unioncamere Camera di Commercio di Pavia, verranno finanziate nel triennio 2019-2021 varie azioni di promozione dei prodotti, di formazione enogastromica, di marketing territoriale e altre iniziative che saranno ritenute di necessità per il sistema”. E’ tutto dall’Oltrepò, capitale politica del vino italiano.

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