Oltrepò pavese shock: ricatti alle cantine per non perdere l’Erga Omnes

La denuncia di alcune aziende che trasformano uve e vendono sfuso, costrette a rientrare nel Consorzio

TORRAZZA COSTE – “O rientri in Consorzio, o compro uve e sfuso da qualcun altro”. Quando nel piatto dell’Oltrepò pavese ci sono gli euro dell’Erga Omnes, i ricatti sono serviti in tavola senza troppi giri di parole.

Questo, infatti, l’aut aut col quale sono stati costretti a fare i conti i titolari di alcune aziende di trasformazione di uve. La notizia arriva alla redazione di WineMag.it sottovoce, da fonti che preferiscono rimanere anonime.

Si tratta di cantine il cui business è legato principalmente alla vendita di uve e vino sfuso. I ricatti non sono stati denunciati alle autorità competenti, ma hanno comportato il rientro in Consorzio di alcune aziende minacciate.

Anche grazie a queste quote, il Consorzio di Tutela Vini Oltrepò pavese ha ottenuto dal Ministero l’Erga Omnes su Metodo Classico Docg, Bonarda dell’Oltrepò Pavese Doc, Oltrepò Pavese Pinot Grigio Doc, Sangue di Giuda Doc e Oltrepò Pavese Doc. Tradotto: soldi, che l’ente di Torrazza Coste avrà a disposizione per promozione e controlli.

Fondamentale anche il passo indietro (o in avanti) del Distretto del Vino di Qualità presieduto dall’onnipresente Fabiano Giorgi. Ma la Cooperativa per Azioni (Scpa) continua ad esistere, proprio per tenere in pugno lo stesso Consorzio.

I ricatti alle aziende di trasformazione di uva e di vendita dello sfuso non sono tuttavia l’unico elemento che ha consentito il risicato ottenimento dell’Erga Omnes all’Oltrepò pavese, avallato dal Ministero a pochi giorni dal Merano Wine Festival 2019.

Anche Ersaf – l’Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste della Lombardia – avrebbe dato il suo contributo: piccolo ma comunque fondamentale, nel contesto di estrema frammentazione oltrepadana. Come?

In un’annata abbondante e caratterizzata da un’eccesso di produzione come la 2018, ma in una condizione tutt’altro che florida dal punto di vista finanziario, Ersaf ha attivato la “Cantina Oltre Riccagioia“.

Si tratta di un “progetto sperimentale-promozionale” con il quale l’ente controllato da Regione Lombardia ha vinificato 80 ettolitri di Pinot Nero Docg Metodo classico, 15 di rosso Oltrepò, 15 di Pinot Nero vinificato in rosso, 4 ettolitri di Moscato passito e 5 di bianco Oltrepò. Lo scopo?

“Arrivare a produrre e collocare, a fini promozionali delle attitudini del territorio, circa 10 mila bottiglie di vino ottenuto dalla vinificazione delle tipologie succitate, partecipando alle principali manifestazioni del settore enologico nazionali ed estere”. Una nuova realtà, la cui utilità (reale) aleggia ancora una volta in una fitta coltre di fumo.

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