Grandine e nubifragi: danni ai vigneti dal Piemonte al Trentino

Nubifragi, trombe d’aria, bombe d’acqua e grandinate si sono abbattuti a macchia di leopardo dal Piemonte alla Lombardia fino in Trentino.

Le conseguenze sono state pesanti anche per i vigneti, che registrano fino al 50% di superficie danneggiata nella zona di Nizza Monferrato (nella foto la grandine caduta sulle vigne di Gianluca Morino di Cascina Garitina, a Castel Boglione).

Coltivazioni distrutte, alberi abbattuti e aziende allagate, ma anche corsi d’acqua esondati, frane e smottamenti che fanno salire ad oltre mezzo miliardo il conto dei danni provocato all’agricoltura italiana dall’inizio dell’anno.

E’ quanto emerge dal primo monitoraggio della Coldiretti sugli effetti dell’ultima violenta ondata di maltempo che ha raso al suolo interi campi di riso, soia e mais, distrutto il frumento, provocato danni alle serre con ostacoli alla circolazione nelle campagne e interessato numerosi vigneti del Nord Italia.

Sono gli effetti, sottolinea la Coldiretti, dei cambiamenti climatici in atto che si manifestano con sempre più elevata frequenza. “Eventi estremi” con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo.

In questa fase stagionale è la grandine l’evento più grave per gli agricoltori perché causa danni irreversibili e provoca la perdita dell’intero raccolto, dopo un anno di lavoro.

Le precipitazioni intense si sono abbattute su un territorio già fragile con la presenza in Italia di 7145 comuni complessivamente a rischio frane e alluvioni, l’88,3% del totale, ma la percentuale sale al 99,5% in Trentino dove è in pericolo un territorio di 1384 chilometri quadrati che tocca 216 su 217 comuni della provincia secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ispra.

“Un risultato – denuncia Coldiretti – provocato da un modello di sviluppo sbagliato che negli ultimi 25 anni ha ridotto a meno di 13 milioni di ettari le aree agricole presenti in Italia, a vantaggio dell’abbandono e della cementificazione”.

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