Gerry Scotti presidente del Consorzio Vini Oltrepò

Gerry Scotti for president. Questa non è una fake news. Piuttosto una proposta di candidatura che ci sentiamo di caldeggiare. Col cuore, per dirla alla Barbara D’Urso.

Il culo del noto conduttore televisivo sembra disegnato apposta, da Madre Natura, per la poltrona vacante di presidente del Consorzio di Tutela Vini Oltrepò pavese. Non ci credete?

Basta osservare Scotti mentre se ne fotte, imperterrito, di qualsiasi regola del buon costume televisivo. Mentre sbeffeggia, in prima serata, entità ectoplasmatiche (o accondiscendenti?) come l’Antitrust. Mentre regala alle casse di Cantine Giorgi (e di conseguenza, in percentuale, a se stesso) pubblicità gratuita sulle costosissime Reti Mediaset.

“L’uomo nuovo” per un Consorzio allo sbaraglio come quello oltrepadano non può che essere l’autoctono Gerry. L’unico, sulla faccia della terra, che sarebbe in grado di mettere d’accordo Torrazza Coste e il Distretto Vini d’Oltrepò, ormai consolidata frangia scissionista. Roba che manco Mahatma Gandhi o Madre Teresa di Calcutta.

FURBO AD HONOREM
Nello specifico, andatevi a rivedere cos’ha combinato ieri lo “Zio” più furbo della storia della televisione italiana. L’ennesimo spot capolavoro. Confezionato e impacchettato di fronte a decine di migliaia di spettatori di “Caduta Libera“.

La puntata è iniziata da meno di dieci minuti quando il campione in carica chiama in sfida il concorrente numero 6. Si chiama Andrea. E chi se ne frega. Fa il controllore del traffico aereo presso il centro radar di Milano. Ma a Gerry, anche questo non interessa.

“Io so un’altra cosa”, chiosa il Jerry nazionale, lo Sherlock Holmes del curriculum dei concorrenti. Uno, lo Zio Gerry, a cui il neo premier Giuseppe Conte non l’avrebbe mai fatta sotto al naso, con la storiella della New York University.

“Sei molto appassionato di vini e sei anche sommelier. E’ vero?”, chiede Scotti al concorrente, che conferma. E poi trac. La suppostona. “Senti, Andrea… Conosci i miei vini? Hai assaggiato il mio Barbera, il mio Riesling, il mio Pinot?”, chiosa Scotti, facendo riferimento ai suoi vini prodotti in Oltrepò e in vendita al supermercato.

“E’ capitato – risponde il concorrente un po’ imbarazzato – in delle degustazioni organizzate”. Gerry, tronfio, rincara la dose. Senza vergogna. “Mediamente ho ricevuto dei bei voti. Sai che su 10 sono 8,7? Non è male, eh?“. E giù l’applauso del pubblico di Caduta Libera.

“Abbiamo fatto le cose per bene”, ripete per due volte il conduttore, elogiando il lavoro dell’entourage vitivinicolo oltrepadano. “Te ne manderò un assaggio“, conclude Scotti.

Un uomo generoso, corretto, elegante. Proprio quello che serve all’Oltrepò. Per sfondare. O per continuare ad annegare. Nella propria autoreferenziale (supposta) furbizia. E allora prosit, Gerry. In alto i calici. In attesa dei tuoi prossimi 48 secondi di gloria gratuita. Alla faccia di chi, la pubblicità, in Italia, la paga. #gerryforpresident

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