L’Europa del vino in ginocchio da Biden: «Subito moratoria sui dazi Airbus-Boeing»

Efow accoglie con favore la lettera di Norbert Lins a Valdis Dombrovskis: tregua sulle due sponde

BRUXELLES – Chiedere al neo presidente Usa Joe Biden «una moratoria sui dazi in attesa di una soluzione definitiva della controversia Airbus-Boeing». La Federazione europea dei vini a Denominazione di origine (Efow) accoglie con favore la richiesta contenuta nella lettera di Norbert Lins, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, al vicepresidente esecutivo e commissario per il commercio di Bruxelles, Valdis Dombrovskis.

Un provvedimento che dovrebbe interessare «entrambe le sponde dell’Atlantico», ponendo nuovamente la palla delle trattative diplomatiche al centro. E mettendo da parte le ritorsioni a suon di tariffs.

«Con l’insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti Joe Biden e della nuova amministrazione – dichiara Bernard Farges, presidente di Efow – riteniamo sia giunto il momento di frenare l’escalation del conflitto. La lettera inviata dai membri della commissione per l’agricoltura al Vicepresidente esecutivo e Commissario Dombrovskis è eccellente e tempestiva”.

Abbiamo bisogno – prosegue il presidente – di un nuovo slancio per trovare una via d’uscita da questa disputa commerciale che sta colpendo a torto troppi operatori di entrambe le parti dell’Atlantico, migliaia di aziende che non hanno nulla a che fare con il settore aeronautico».

“Ringraziamo il Parlamento europeo per questa importante iniziativa e contiamo sull’intervento del Vicepresidente esecutivo e Commissario Dombrovskis e della Presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, per contattare nei prossimi giorni la nuova amministrazione americana ed offrire una moratoria per negoziare una soluzione definitiva a questa controversia”, conclude Bernard Farges.

L’urgenza è massima. Del resto, gli Stati Uniti sono di gran lunga il principale mercato di esportazione per i vini europei, in termini di volume e valore. I dazi aggiuntivi del 25% ad valorem imposti dagli Stati Uniti hanno già portato a un calo del 54% delle esportazioni in un contesto già difficile per via del Covid-19.

La decisione dell’Ustr del 30 dicembre 2020 di estendere ulteriormente queste tariffe a vini e liquori francesi e tedeschi a partire dal 12 gennaio 2021 continua ad aggravare la situazione.

Nel frattempo, l’Unione europea ha imposto quasi 4 miliardi di euro di tariffe aggiuntive sui prodotti statunitensi. In entrambi i casi, la maggior parte dei prodotti presi di mira – come quelli dell’agroalimentare – sono vittime collaterali della controversia.

Da mesi la Commissione europea cerca di trovare una soluzione attraverso i negoziati, mentre il Parlamento europeo ha ripetutamente sostenuto i settori colpiti ricorrendo a misure dirette soprattutto sul settore dell’agricoltura.

Tra l’altro, una coalizione di 60 eurodeputati guidata dall’eurodeputata francese Irène Tolleret ha inviato una lettera alla Commissione europea chiedendo specifiche misure di sostegno finanziario.

Il 14 gennaio 2021, il presidente della commissione per l’Agricoltura, l’eurodeputato tedesco Norbert Lins, ha accolto una proposta dell’europarlamentare italiano Paolo De Castro di «mobilitare la Comunità europea al massimo livello, per offrire una moratoria all’imminente amministrazione statunitense».

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