Cantine del Sudafrica in ginocchio per le scelte del governo: «Così si stimola il contrabbando»

Ennesima denuncia di Vinpro, che chiede misure soprattutto per le piccole e medie aziende: «Intero settore da ricostruire»

Cantine del Sudafrica in ginocchio per le scelte del governo: «Così si stimola il contrabbando»

Non trova pace l’industria del vino sudafricano. Le cantine del Sudafrica denunciano di essere ormai in ginocchio per via delle scelte del Governo, che vieta e consente a intermittenza la vendita di alcolici. Vinpro, il maggiore organismo di rappresentanza dell’industria vitivinicola locale, paragona i disordini di questi giorni nel Paese – oltre 200 morti e 2 mila arresti – allo stato di salute del settore.

Mentre Pretoria è alle prese con saccheggi, violenze e distruzione di proprietà private in diverse province, le cantine sono «sull’orlo di un precipizio, per via del blocco a singhiozzi del commercio cui sono state sottoposte per decreto, negli ultimi 16 mesi».

«Le aziende vinicole e turistiche pagano regolarmente le tasse in Sudafrica – denuncia Rico Basson, managing director di Vinpro – comprese le realtà più piccole, che fanno la loro parte per mantenere a galla l’economia. Proprio queste aziende a conduzione famigliare sono al collasso e rischiano la chiusura. Lascerebbero a casa migliaia di dipendenti che, a loro volta, lottano per sfamare le loro famiglie»

Questo, mentre il commercio illecito continua a prosperare, compreso il saccheggio di vari commercianti e distributori di liquori. Tutte notizie recenti, che risalgono alla scorsa settimana».

LE RICHIESTE DELLE CANTINE SUDAFRICANE

Secondo Vipro «servono interventi urgenti per ricostruire un settore che è in ginocchio a causa di decisioni su larga scala che non sono basate su dati empirici solidi». Tra le richieste delle cantine sudafricane, «la riapertura responsabile del commercio legalizzato del vino, secondo un approccio adeguato al rischio che differenzia le province».

La legge e l’ordine devono garantire tutele sul tema dell’abuso di alcol, compreso quello che viene venduto di contrabbando. Inoltre occorre sostegno finanziario e sostegno tangibile del governo – continua Rico Basson – per aiutare a ricostruire questo settore».

«Una continua mancanza di consultazione e assistenza da parte del governo nazionale – sottolinea il managing director di Vinpro – ci costringe a intraprendere azioni legali come ultima risorsa per riaprire urgentemente il commercio e prevenire ulteriori chiusure di attività e perdite di posti di lavoro».

All’orizzonte la richiesta urgente di interdizione provvisoria presso la Cape High Court, confermata per mercoledì 21 luglio 2021. «Ciò darebbe al premier del Capo Occidentale il potere di adottare misure locali ad hoc, diverse dalla normativa nazionale, tra cui il ripristino della vendita di vino e alcolici nella provincia», conclude Basson. [nella foto di copertina i disordini a Phoenix © Ap]

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