Cantine aperte tra dittatura e libertà. Lettera aperta al Movimento Turismo del vino

Nessun plagio. Una domenica qualunque, quella di oggi in Lombardia, nonostante Cantine Aperte. Perché in fondo, di domenica, le cantine sono quasi sempre aperte. Anche in Oltrepò pavese.

Manie quasi persecutorie quelle del MTV Lombardia, che disegna sui social una quadro al limite del “giallo”, sull’intenzionalità “fraudolenta” di alcune aziende di sfruttare la scia dell’evento ufficiale Cantine Aperte, per scopi individuali.

Ma gli attori coinvolti non ci stanno. Ieri ci ha raggiunto telefonicamente uno stupito Aldo Dallavalle, titolare dell’Azienda Agricola Finigeto di Montalto Pavese. Una delle cantine finite sul banco degli imputati del Movimento Turismo del Vino Lombardia.

“Partecipo ad un evento che organizza un ristorante mio cliente tutte le domeniche pomeriggio, da aprile a luglio – spiega Dallavalle – che prevede le ‘merende con i vignaioli’. Io partecipo questa domenica perché mi è stata assegnata, in quanto vignaiolo. L’azienda Finigeto non c’entra niente, perché non ha organizzato niente. D’altronde, se si approfondiscono le informazioni relative all’evento ‘Merenda con il vignaiolo’, tutto ciò è chiaro.

Ha aderito invece a Cantine Aperte tanto tempo fa, Giorgio Perego della Cantina Perego e Perego di Rovescala (PV). Un progetto che gli era parso “un’ottima idea, inizialmente”. “Ma di fatto – sottolinea il produttore – una volta data la disponibilità, in cantina non si presentava nessuno, vanificando l’impegno di restare aperti a discapito anche della propria vita familiare”.

Riguardo il progetto “Enocuriosi”, tirato in ballo dal Mtv Lombardia, Perego specifica: “Ho conosciuto il signor Valerio Bergamini, responsabile della promozione dell’Associazione Enocuriosi, durante una degustazione di vini naturali all’Enoteca Regionale un paio di anni fa”.

“Oltre due mesi fa – continua Giorgio Perego – mi è venuto a trovare in azienda, chiedendomi la disponibilità a partecipare a questa iniziativa. Avevano in programma di girare per i castelli. Il castello di Rovescala è mio, la mia sala di degustazione è lì, sarebbero venuti con quaranta persone”.

Perego ha dunque accettato di buon grado,  ritenendola “un’ottima pubblicità”. Ma seccato e stupito dalla polemica nei suoi confronti precisa: “Se avessi saputo due o tre mesi fa che c’era anche Cantine Aperte gli avrei detto di no, ma è chiaro che all’ultimo non faccio saltare un evento”.

Viviana Borriello – vinialsuper


LETTERA APERTA

Gent.mi esponenti del Mtv Lombardia,
ho appreso con grande stupore del vostro post su Facebook, meravigliandomi di come un’associazione ormai così capillarmente riconosciuta e stimata sul territorio nazionale dedichi energie a critiche sterili – per certi versi paradossali – come quelle che hanno coinvolto tanti volenterosi produttori dell’Oltrepò pavese.

Ho letto, nel vostro attacco, toni al limite del dittatorialismo. Bisogna davvero chiedere il permesso al Movimento Turismo del Vino per fare enoturismo in Italia? Esiste una sorta di “esclusiva” o contratto per le manifestazioni organizzate nella due giorni di Cantine Aperte? Vi siete comprati il calendario in Lombardia?

La polemica, del resto, non ha fatto altro che accendere ulteriormente l’attenzione dei winelovers sulle proposte delle cantine oltrepadane, collaterali a quelle inserite nel programma “ufficiale” di Cantine Aperte.

Manifestazioni come “Enocuriosi”, o la “Merenda con il Vignaiolo” e, soprattutto, l’ammirevole evento Natural Wines Oltrepò & Friends sui vini naturali, organizzato dal grande Giacomo Baruffladi, oggi in corso a Castello di Stefanago, meritano il rispetto di tutti.

Tanto più da parte di chi sbandiera, in ogni sede, parole come “enoturismo”, “sostenibilità”, “responsabilità sociale”, chiedendo alle istituzioni semplificazioni e sburocratizzazioni che rendano migliore la vita di tanti vignaioli.

Ho avuto modo di sentir parlare di recente, a Gavi, l’ex presidente del Mtv Italia, Carlo Pietrasanta. Oggi a capo di Mtv Lombardia. Ebbene, non credo sia uno che ami perdersi in sterili battaglie, specie sui social.

A lui chiediamo – sempre se abbiamo ragione di ritenerlo una persona che ama andare al sodo delle questioni – di intervenire concretamente nella gestione della comunicazione delle delegazioni locali del Movimento Turismo del Vino italiano, affinché non si ripetano “figuracce” come quella appena fatta in Lombardia.

Il Movimento ha un’immagine da tutelare, agli occhi sopratutto dei winelovers meno esperti. E’ a loro che ha fatto certamente peggio la sparata “social” della delegazione Mtv lombarda.

Il winelovers italiano comune e moderno chiede strade migliori per raggiungere le cantine. Chiede infrastrutture adeguate. Chiede mezzi pubblici adeguati. Chiede una rete WiFi migliore, capace di garantire coperture anche nelle aree rurali.

Il winelovers comune chiede al Movimento Turismo del vino di investire energie in partnership utili alla causa dell’enoturismo, attraverso un dialogo serrato, serio, critico, con gli enti preposti.

Per esempio, si potrebbe incentivare l’acquisto di vino in cantina, raggiungendo specifici accordi con le compagnie aree che operano sul territorio nazionale. Lo sa, l’Mtv Italia, che spesso la spedizione di un cartone di vino costa più del vino contenuto nel cartone?

Lo sa, l’Mtv Italia, quanto vino resta in cantina, in tutte le regione d’Italia, per via dei costi di spedizione e di imbarco delle valige in aeroporto? Sono sicuro di sì. E allora si investano le risorse in questa direzione.

E si lascino stare i produttori onesti. Gente che ha un decimo delle risorse di cui invece può godere il Movimento del Turismo del vino Italia. Si lavori in concerto. E si isoli chi stona. Nel nome del vino.

Davide Bortone – direttore responsabile vinialsupermercato.it

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