Cantine Aperte in Lombardia: la replica di Carlo Pietrsanta

MILANO – Riceviamo e pubblichiamo integralmente la risposta di Carlo Pietrasanta, presidente del Movimento del Turismo del Vino Lombardia, alla nostra lettera aperta.

“Chiamerò personalmente le persone coinvolte nelle interviste – commenta Pietrasanta nell’introdurre la lettera a vinialsuper – per costruire con loro sinergie per promuovere i territori enoturistici”.

Gentilissimo signor Davide Bortone,
visto che mi chiama direttamente in causa, mi permetto di rispondere alla sua lettera aperta, e – spero – nel contempo di fare chiarezza su alcuni argomenti, lasciando volutamente trascorrere qualche giorno per far sbollire gli animi…

Sono tra coloro che – nel lontano 1993 – hanno fondato il Movimento Turismo del Vino, seguo da sempre l’Associazione (non delegazione!) regionale Lombarda, prima come presidente e poi come vicepresidente; dal 2015 al 2018 sono stato anche presidente nazionale.

Quando abbiamo lanciato, da assoluti pionieri, la manifestazione “Cantine Aperte”, non si parlava in Italia né di enoturismo, né di visite alle cantine, né di accoglienza nelle aziende vitivinicole.

Se ne parliamo tanto adesso, e se esiste adesso un inizio di riconoscimento normativo dell’enoturismo, è merito del Movimento Turismo del Vino, delle altre associazioni che hanno partecipato e collaborato a questo lavoro – Unione Italiana Vini, FIVI, Città del Vino – del MIPAAF con il suo ufficio legislativo, e del Senatore Dario Stefàno che ha voluto lavorare al nostro fianco con il suo disegno di legge.

Che diversi personaggi del mondo del vino (e non mi riferisco qui alle aziende citate nei vostri articoli) non conoscano questo merito storico è forse frutto di ignoranza o di scarsa esperienza, che altri fingano di disconoscerlo è frutto di disonestà intellettuale.

In molte interviste, fino a marzo scorso, ho sostenuto che le norme che abbiamo voluto sono nell’esclusivo interesse dei produttori: non esiste in tutta la normativa un solo passaggio che possa far pensare ad un vantaggio di posizione per il Movimento Turismo del Vino, né per nessuna delle altre associazioni sopra citate.

Credo che di questo gli imprenditori seri dovrebbero ringraziare, invece di prendersela per un post che semplicemente invita il pubblico a non confondersi e a fare attenzione. Per quanto mi riguarda, sostengo che le cantine possono fare attività di enoturismo in tutta libertà, e ci mancherebbe altro! E però…

In 25 anni abbiamo assistito ad innumerevoli tentativi di approfittare della notorietà e della straordinaria comunicazione che Cantine Aperte – come tutti sanno, da sempre l’ultimo fine settimana di maggio – genera sul mondo del vino: potremmo dimostrarlo con innumerevoli documenti scritti e fotografici.

Da tutto questo abbiamo sempre voluto – e dovuto – difendere la manifestazione e il suo marchio: lo dobbiamo ai nostri soci, e lo dobbiamo al pubblico partecipante, sempre clamorosamente numeroso. Perché non è giusto né corretto che il pubblico venga tratto in inganno da diciture o eventi volutamente ingannevoli.

Per quanto riguarda gli eventi specifici, io mi permetto di credere due cose: che volendo si sarebbe potuta creare una sinergia tra le iniziative, e che divisi e concorrenti si fa meno strada.

Conti in tasca al Movimento: francamente non comprendo il tentativo di polemica. Nessuno è obbligato ad aderire al Movimento Turismo del Vino né alle sue iniziative. Faccio però presente che aderire significa una serie di benefici che ciascuno può valutare ma che comportano lavoro e quindi costi:

– Sito internet nazionale e regionale
– Comunicazione social degli eventi del Movimento e di quelli della cantina (se la cantina ci informa…)
– ufficio stampa
– Pubblicazioni cartacee
– Manifestazioni:
Cantine Aperte
Calici di Stelle
Cantine Aperte in Vendemmia, Cantine Aperte a San Martino, Cantine Aperte a Natale

Abbiamo recentemente aperto un punto degustazione dei vini delle aziende socie del Movimento Turismo del Vino Lombardo a Milano, che si chiama La Porta del Vino.

La Segreteria Regionale organizza o fa da capofila per partecipare a eventi di promozione del vino in grandi città Italiane: Milano, Roma, Napoli… Inoltre, anche solo visitando il sito www.viaggidivini.it (è quello della Lombardia) potreste verificare quanti “simboli e marchi” il Movimento ha inventato e lanciato nel corso degli anni (il club degli enonauti, a tavola con il vignaiolo, ecc.).

Su alcune cose inoltre sono certo che lei non è informato: non sa, ad esempio, che per il problema dell’acquisto e della spedizione del vino abbiamo avviato, in partnership con soggetti importanti, una piattaforma per la spedizione del vino ai turisti che visitano la cantina.

Di questo, se vuole, sono pronto a parlarle… Così come sono pronto a parlare con voi di un’altra importante iniziativa – già attiva – che è legata al mondo del commercio digitale del vino. Concludendo, capisco che è facile sparare sul pianista, ma forse una testata registrata potrebbe fare qualche controllo e verifica prima di imbracciare un fucile.

In ogni caso, ribadisco la disponibilità – che esiste da sempre – mia e di tutto il Movimento Turismo del Vino Lombardo nei confronti di tutte le aziende lombarde, socie, non socie ex socie

Cordiali Saluti
Carlo Giovanni Pietrasanta


Gent.mo Direttore Pietrasanta,
per dovere di cronaca, ho ritenuto corretto pubblicare integralmente la sua risposta, anche se ritengo che – in tante righe – abbia preferito auto celebrare un’associazione (il Movimento Turismo del vino) i cui meriti non sono mai stati messi in discussione.

Al contempo, ritengo che lei entri solo marginalmente nel merito della polemica scaturita dal post di Facebook del Mtv Lombardia. Peraltro per ribadire quanto già gravemente affermato sul social, facendo riferimento a “diciture o eventi volutamente ingannevoli”.

Se è vero che le iniziative finite nel mirino del Mtv Lombardia sono state organizzate nel weekend di Cantine Aperte, è altrettanto vero (e questo dimentica di sottolinearlo nella sua risposta) che nessuna delle cantine o associazioni pavesi ha utilizzato indebitamente il marchio “Cantine Aperte”.

Anzi: uno degli eventi ha attirato centinaia di enoturisti in Oltrepò pavese, riuniti a Castello di Stefanago attorno al “tema”, orma attualissimo, dei “vini naturali”. Quanto agli Enocuriosi, si è fatta addirittura beneficenza. Trova corretto attaccare, nel nome di 500 euro non versati alla sua associazione, delle realtà di professionisti e appassionati?

Quanto al tema “spedizione del vino” dalle cantine, trovo che lei – ancora una volta – sorvoli sul problema senza affrontarlo. Non è di pubblico dominio la notizia di un accordo tra Movimento Turismo del Vino e compagnie di spedizione al fine di abbattere i costi di spedizione del vino: un problema che affligge anche gli enoturisti italiani, non solo quelli stranieri.

Siamo comunque disponibili a recepire ulteriori notizie in tal senso, senza alcuna preclusione nei confronti di un Movimento che tanto bene sta facendo nel campo dell’enoturismo, ma che dovrebbe forse imparare – come tante altre realtà del nostro Paese – a fare sistema, al posto di disperdere energie in futili polemiche sui social. Il vino è libertà

Cordiali saluti
Davide Bortone – direttore responsabile vinialsupermercato.it

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